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Giornata Mondiale della Sindrome di Down: “Ridiculous Excuses not to Be Inclusive”

Oggi è la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down.

Oggi è infatti il 21/3, ed è evidente il richiamo alla Trisomia 21 che caratterizza la sindrome di Down. Una Giornata Mondiale importante, riconosciuta ufficialmente anche dall’ONU, che vuole incoraggiare la diffusione della cultura della diversità, basata sui principi solidi del rispetto e dell’inclusione, non ancora sufficientemente radicati nella nostra società.

Quest’anno il tema della Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down è “With Us Not For Us” ovvero “Con Noi non per Noi”.

Perchè è Importante Celebrare Questa Giornata?

La Giornata Mondiale sulla sindrome di Down è un appuntamento fondamentale per incrementarne la conoscenza, aumentando la consapevolezza tra gli individui, e creando una cultura inclusiva capace di coinvolgere attivamente le persone con disabilità. Spesso infatti, la società non si dimostra in grado di offrire pari opportunità e di trattare in maniera equa chi ha la sindrome di Down.

Da qui il tema della campagna “With Us not For Us”, per incentivare un sistema che includa veramente le persone con disabilità, anche nei processi decisionali delle istituzioni nazionali e internazionali, garantendo l’esercizio della libertà e la possibilità di avere una rappresentanza.

CoorDown Lancia le “Ridiculous Excuses” per Non Essere Inclusivi

In un mondo che è sempre più inclusivo, c’è chi ancora usa scuse ridicole per non esserlo.

Così CoorDown, Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione condividendo storie di vita quotidiana in cui persone con la sindrome di Down vengono discriminate con giustificazioni davvero assurde.

Bambini, bambine, ragazzi, ragazze, uomini, donne e le loro famiglie, sono i protagonisti dei video diventati virali su TikTok con “Ridiculous Excuses Not to Be Inclusive“. Una campagna di sensibilizzazione per affermare il diritto all’inclusione e alla partecipazione alla vita sociale, combattendo discriminazione e abilismo.

Video in cui l’amarezza si traveste di comicità, e racconta scene incredibilmente ridicole dove giovani studenti e studentesse vengono esclusi da gite scolastiche, attività sportive e camp estivi, ma ci sono anche adulti che vengono estromessi dal mondo del lavoro e della vita sociale. Episodi di abilismo quotidiano che fanno riflettere, dove la libertà di partecipazione viene negata attraverso scuse come “Non è colpa tua, siamo noi a non essere preparati per portarti in gita!”, “Abbiamo già una bambina come te nel gruppo”, Non abbiamo abbastanza sedie per invitarti alla riunione”, “Abbiamo chiuso le iscrizioni proprio dieci minuti fa!”

Ma non esistono scuse accettabili per non essere inclusivi.

«Con questa campagna globale tocchiamo un tema che riguarda ognuno di noi: dare un nome e rendere visibile un fenomeno che le persone con sindrome di Down e i loro genitori, fratelli, sorelle e caregiver sperimentano quotidianamente. Sembrano forse piccoli eventi, in realtà sono vere e proprie discriminazioni fatte spesso con un sorriso di circostanza o di incosapevolezza che segnano però le vite e i cuori di chi le subisce. È arrivato il momento di abbattere anche questo muro e smascherare le false “buone intenzioni” di chi per pigrizia o mancanza di comprensione ancora esclude le persone con disabilità intellettiva.».

Antonella Falugiani, Presidente di CoorDown ODV

Cosa Troviamo sul Canale TikTok di Coordown?

Tantissime testimonianze da tutto il mondo di persone con la sindrome di Down e delle loro famiglie, che abbattono ogni barriera comunicativa attraverso il social del momento che raccoglie più di un miliardo di utenti mensili. Una campagna studiata nel minimo dettaglio, dove un jingle altamente orecchiabile e uno sticker colorato e divertente, catturano immediatamente l’attenzione della community.

Storie in cui dietro sorrisi e parole apparentemente gentili, si cela una cruda verità spesso dimenticata: quella della discriminazione e dell’abilismo nei confronti di persone con disabilità che subiscono svantaggi sistematici sotto ogni forma, risentendone in tutti gli ambiti della vita personale e professionale.

«Abbiamo spesso avuto prova di come i creator della nostra community, grazie alla loro originalità, riescano a superare barriere linguistiche, culturali e sociali, creando consapevolezza e prese di posizione su tematiche tabù, di nicchia, oppure non particolarmente “cool”. Il loro successo dimostra come l’autenticità possa essere un incredibile veicolo di campagne di sensibilizzazione: megafono globale, nonché catalizzatore per coinvolgere e far riflettere milioni di persone su tematiche socialmente indispensabili. Il tutto partendo da storie di “straordinaria” quotidianità.

Giacomo Lev Mannheimer, Responsabile Relazioni Istituzionali Sud Europa di TikTok

Che cos’è l’Abilismo?

Un termine che definisce un atteggiamento svalutativo e discriminatorio plasmato da codici e idee incorrette che popolano inconsapevolmente la mente della nostra rete sociale, creando un meccanismo invisibile e insidioso dove persone con sindrome di Down e altre disabilità e neurodiversità subiscono discriminazioni.

La soluzione è quindi diffondere consapevolezza e conoscenza, avviando un cambiamento culturale necessario in tutta la società e utile a combattere ingiustizie verso tutte le minoranze e i gruppi sociali svantaggiati.

Secondo un’indagine dell’Eurobarometro, per esempio, il 9% degli italiani dichiara che, qualora il/la Presidente della Repubblica avesse una disabilità, si sentirebbe a disagio. Il 6% degli intervistati invece avrebbe difficoltà a interagire quotidianamente con un/una collega con disabilità. Percentuali più alte rispetto alla media europea che classificano la presenza di una disabilità come una discriminante non indifferente in qualsiasi ambito della vita quotidiana.

Oggi abbiamo l’opportunità di cambiare le cose e lanciare messaggi di inclusione e rispetto attraverso video, immagini e parole che possono diventare virali grazie ai social media. Queste campagne, capaci di superare tutte le barriere della comunicazione, devono essere affiancate dal supporto di enti, istituzioni e attori fondamentali per promuovere cambiamenti culturali efficaci ed effettivi in maniera sistemica.

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