Lifestyle / Moda

Dal decluttering allo swap party: a circolare è la moda, non il denaro

Cover image di wayhomestudio

Swapush e The Style Outlets insieme per due giornate all’insegna di una moda più consapevole.
The Style Outlets ospiterà The Style Swap Sabato 15 ottobre a Vicolungo e domenica 16 ottobre a Castel Guelfo. Sarà possibile godersi swap parties, workshops con materiali riciclati, sessioni di armocromia, djset, e tante altre attività per un weekend di divertimento in compagnia.

The Style Outlets – Vicolungo

Cos’è uno Swap Party?

Il termine “Swap” deriva dall’inglese e significa scambio, baratto. Solo negli ultimi anni tuttavia questa parola acquisisce un’accezione più accattivante, diventando una vera e propria tendenza non solo in America e nel Regno Unito ma anche in Italia.

Uno swap party è un evento in cui ci si scambiano capi d’abbigliamento, accessori, libri, oggetti d’arredo e articoli di ogni tipologia, senza l’utilizzo del denaro.

Nato a New York nei primi anni sessanta come vere e proprie occasioni di scambio e condivisione di quartiere, ma anche di socializzazione, si è diffuso poi a livello internazionale con la crisi del 2008. Gli Swap parties infatti non prevedono l’impiego di denaro, permettendo quindi di rinnovare il proprio guardaroba o arredare casa abbattendo i costi.

Lo Swap Party è sostenibile?

Lo swap party è un evento virtuoso che incarna pienamente il concetto di economia circolare, in particolare quello del riuso. La sostenibilità è quindi un fattore chiave per la diffusione di questa tipologia di eventi, soprattutto in Italia, in cui i consumatori, inizialmente più restii al riutilizzo di capi e oggetti di seconda mano, sono sempre più desiderosi di cambiare le proprie abitudini di consumo e d’acquisto, consapevoli dell’impatto ambientale e sociale causato dall’industria della moda.

Per anni gli swap parties sono rimasti eventi informali destinati ad amici e parenti. Oggi invece esistono vere e proprie associazioni e startup come Swapush che rendono questi eventi occasioni di scambio di articoli ma anche di competenze ed esperienze.

I partecipanti diventano protagonisti portando capi e oggetti che non utilizzano più con l’obiettivo di scambiarli con altri articoli. Inoltre vi sono spesso ospiti e workshops per sensibilizzare sulle tematiche della sostenibilità ambientale, sociale ed economica coinvolgendo attivamente le persone.

Swapush ha lanciato anche un’app in cui è possibile barattare capi e accessori e, per agevolare le transazioni, ha creato le “pillole”: monete virtuali per accelerare gli scambi agli eventi e sull’app.

Non solo divulgazione e sostenibilità sociale, attraverso gli eventi e le collaborazioni con startup, aziende e associazioni del luogo, gli swap parties creano e stimolano una community accomunata da valori e obiettivi.

Come faccio a scegliere cosa vendere? L’arte del Decluttering

Non c’è swap party senza decluttering, altro termine inglese che significa “eliminare ciò che ingombra”.

Semplice a dirsi, difficile a farsi.
Quante volte ci siamo trovate di fronte ad armadi colmi di capi e accessori, ma incapaci di liberarcene?
Spesso anche i capi che non indossiamo più rievocano ricordi ed emozioni che nelle nostre menti li rendono essenziali.

Il decluttering è un’operazione volta a creare ordine e organizzare uno spazio in maniera funzionale, eliminando tutto ciò che risulta superfluo. Secondo diversi studi questa azione avrebbe risvolti positivi anche psicologicamente. Non solo armadi ma menti più libere, capaci di concentrarsi sul presente e sul futuro.

Per iniziare è necessario stilare un elenco delle aree da riordinare in ordine di priorità. È importante infatti agire gradualmente.

Un’altro aiuto è la regola delle 4 scatole: prendere quattro contenitori differenti, distinguerli con opportune etichette e suddividerli come segue;

  • Da tenere
  • Da vendere / regalare / scambiare
  • Da riparare
  • Da gettare

Quando si analizza un capo o un oggetto, bisogna chiedersi quante volte è stato indossato negli ultimi 12 mesi. Se il numero è basso, si può procedere con le seguenti domande “Mi è ancora utile?” “Mi regala emozioni positive?”

Un ultimo è consiglio è di prendere questi momenti con serenità, come se fosse un gioco.
Per esempio si possono applicare schemi come 12-12-12, in cui 12 capi sono da tenere, 12 da donare / vendere / scambiare e 12 da gettare.

Si puà giocare anche con il numero 3, scegliendo 33 capi da indossare per 3 mesi. Una sfida utile a capire se si è in grado di vivere felici con articoli essenziali e, soprattutto, se si è consapevoli delle proprie necessità e capaci di soddisfarle tramite un accurato decluttering.

No Comments

    Leave a Reply