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Fashion (R)evolution

Si è conclusa da poco la Fashion Revolution Week ed. 2022. Una settimana dedicata alla sensibilizzazione della moda etica e responsabile. Il tema di quest’anno è “money fashion power”, una provocazione forte al valore del denaro nell’industria della moda. Lo sfruttamento del lavoro e delle risorse naturali sono i temi più veicolati dalla comunicazione per informare e sensibilizzare i consumatori. Ed è proprio grazie alla comunicazione, nella rete e oltre, che oggi possiamo vantare i primi risultati in un percorso teso alla sostenibilità di settore.

Image: Fashion Revolution Berlin

Fashion Revolution Week: un pò di storia

La settimana dedicata alla Fashion Revolution Week, pur avendo un aspetto contemporaneo e positivo che si materializza nell’urgenza alla sostenibilità, ha una storia impegnativa. Viene istituita circa un anno dopo la tragedia del Rana Plaza, a Dacca, in Bangladesh. Il 23 aprile 2013, morirono migliaia di persone e molte altre rimasero ferite per il crollo dell’edificio in cui lavoravano. Un luogo di sfruttamento della manodopera e il simbolo di un sistema che grava sulle persone e sull’ambiente. Il vaso di pandora della moda si ruppe mostrando la tragedia e facendo emergere la necessità del cambiamento. Ogni anno, il 23 aprile viene creato un evento, fulcro della settimana sostenibile, per commemorare il tragico fatto.

La prima campagna virale che ha mostrato al mondo il lato oscuro della moda ha preso i primi passi grazie ad un’immagine nella rete: una persona con in mano un foglio con scritto “Who made my clothes?”. Questa domanda è diventata lo slogan virale dedicato a questa settimana, raccogliendo condivisioni, ogni anno, da tutto il mondo. Ad ogni edizione si sono aggiunti ulteriori interrogativi, per stimolare la curiosità dei consumatori e invitare alla riflessione. Alla domanda è seguita la risposta: “I made your clothes”! Una scritta indelebile supportata dai volti di artigiani, ricamatori, produttori da ogni parte del mondo. Uomini e donne che hanno potuto rispondere alla chiamata perché portatori della vera Fashion Revolution: imprese e marchi di valori e rispetto.

Quest’anno la Fashion Revolution Week ha compiuto nove anni. Ad oggi si svolge in 89 Paesi nel mondo e ad ogni edizione si comunica sempre di più, ampliando il timing della campagna e coinvolgendo tutti.

Parigi, Londra, New York e anche l’Italia. La Fashion Revolution Week è in grado di riunire associazioni, Ong, economisti, ricercatori e professionisti con workshop, approfondimenti e incontri aperti al pubblico. Mixa sempre più attività in presenza con campagne e seminari on-line. È, oggi più che mai, il punto di riferimento per crescere nella sostenibilità di settore.

Non a caso, durante la Fashion Revolution Week tutti hanno una voce e un potere: comunicare la (r)evolution!

Fashion Revolution, il movimento

Il crollo del Rana Plaza viene considerato come una delle più grandi tragedie della storia moderna. Fashion Revolution nasce all’indomani del tragico evento grazie alle designer di moda, Orsola de Castro e Carry Somers. Le pioniere della moda etica e sostenibile non rimasero sole a lungo: ogni anno sempre più persone si uniscono al collettivo con l’obiettivo di tutelare la moda e le persone. L’intento dell’associazione è di fare informazione ed educazione alla moda etica e sostenibile. Comprendere come si creano i vestiti, in che modo e la catena di produzione, diventano elementi utili per ristabilire il valore degli abiti che acquistiamo. Un valore che non è solo il prezzo di vendita e di acquisto ma va ben oltre. Comprende il lavoro di sapienti mani artigiani e la coltivazione di materie prime biologiche. Ancora, la conservazione e la cura dei capi lungo tutta la filiera e molto altro. Il tutto senza trascurare la trasparenza, valore a cui è difficile dare un prezzo.

Fashion Revolution oggi è un movimento globale formato da attivisti che credono nel cambiamento del sistema moda. Comunicano e agiscono per una moda capace di rispettare i diritti umani e l’ambiente a diversi livelli.

La mission del gruppo è tanto semplice quanto audace: creare una moda responsabile. La community di Fashion Revolution è il mondo: consumatori e produttori, uniti per comunicare l’urgenza di una nuova responsabilità, dimostrando che il cambiamento è possibile.

Image: Athina Kourda

Fashion (R)evolution 2022

La Fashion Revolution Week ed. 2022 evidenzia il tema del denaro nel sistema moda. Dal lusso sognato di alcuni marchi alla schiavitù a basso costo della manodopera impiegata per produrre. Guadagni sempre più alti, anche a bassi costi. Una sovraproduzione che ci coinvolge tutti e che porta a svilire prepotentemente l’importanza delle persone. Dalla Fast Fashion ai Luxury Brands, la logica fast è una denuncia civile che si nasconde, in questo caso, dietro alle copertine patinate della moda.

Negli ultimi anni, molto è stato fatto a proposito di ricerca e sviluppo di materiali e soluzioni innovative. Tanto c’è ancora da fare per l’aspetto etico del lavoro. La campagna nella rete e i seminari dedicati hanno spiegato questo problema mostrando i passi successivi della rivoluzione.

Una rivoluzione a colpi di comunicazione.

Grazie a movimenti, associazioni, organizzazioni e gruppi di persone, dire la verità, soprattutto in rete crea un feedback molto più veloce e virale. Creare team che operano a diversi livelli per la tutela della sostenibilità di settore con le istituzioni, supporta questo cambiamento. Prendere coscienza in modo serio del valore delle persone e delle cose è fondamentale per poter operare nella sostenibilità.

Ora c’è da chiedersi se saremo pronti all’evolution.

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