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Turismo lento. Un nuovo modo di viaggiare

Il turismo è uno dei più importanti settori economici dell’economia globale, forse il comparto industriale più ampio del pianeta.

Negli ultimi anni è stato protagonista di uno sviluppo esponenziale grazie alle tariffe aeree più convenienti e ad un’omogeneizzazione delle culture. Ciò ha dato luogo però negli ultimi decenni ad un modello di turismo consumistico e di massa che ha chiaramente impattato sul pianeta.

L’alternativa responsabile, sostenibile, lenta

Ma un’alternativa esiste. C’è chi sostiene che “Non esistono cattivi viaggiatori, esistono solo viaggiatori male informati”.

Il turismo responsabile è un modo di viaggiare in cui viaggiatori e comunità ospitanti non sono più due mondi separati, che procedono paralleli, ma due poli di una relazione che si costruisce in sinergia.

Un turismo “attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture locali”.

Cosa vuol dire turismo responsabile?

Il turismo responsabile si fonda sugli stessi tre pilastri che sono alla base del concetto di sostenibilità: giustizia sociale, economica, ambientale.

E infatti, viaggiare responsabilmente comporta, prima di tutto, un’attenzione alla sostenibilità.

Significa abbandonare il turismo “mordi-e-fuggi” e abbracciare invece una modalità lenta, che consente al viaggiatore di immergersi nei luoghi e di scoprirne la cultura.
Significa pensare il viaggio non più come prodotto da consumare, ma come esperienza da vivere.

Il turismo lento si realizza al di fuori dei circuiti mainstream, come per esempio le grandi città del mondo o le isole tropicali. Si sviluppa invece nei luoghi poco conosciuti, dove la natura ancora prospera, dove le tradizioni sono ancora vive.

Il turista responsabile è consapevole di non essere soltanto un cliente, ma protagonista di un rapporto biunivoco. Il turismo responsabile coinvolge infatti l’intera comunità ospitante, che può trarre da questa esperienza grandi benefici.
Nella pratica, non esiste una sola forma di turismo responsabile. Per sintetizzare, per essere un buon viaggiatore bisogna essere consapevoli, rispettosi e discreti. Bisogna conoscere usanze, costumi e tradizioni del luogo che si visita, rispettarne la cultura e non invadere gli spazi di vita degli abitanti.

Lo scopo del viaggio è il viaggio stesso

Sostenibilità e rispetto vanno di pari passo.

Viaggiare responsabilmente non significa solo limitare il proprio impatto ambientale, ma anche adeguarsi alle abitudini del luogo, immergersi nella cultura ospitante, sostenerla dal punto di vista economico.

Come suggerisce il Vademecum curato dall’Associazione Italiana per il Turismo Responsabile (AITR): «Usa i servizi gestiti dalla popolazione locale, in particolare i trasporti e le strutture ricettive. In questo modo conoscerai meglio il Paese e la gente che lo abita e favorirai l’economia locale».

Scegliere di viaggiare con lentezza ha innumerevoli vantaggi anche dal punto di vista personale. Prima di tutto per la salute, fisica e psichica, perché permette di riscoprire un modo antico di spostarsi, in cui c’è il tempo di entrare in contatto con l’ambiente circostante.
Inoltre, il turismo responsabile offre libertà: libertà di scelta, soprattutto, perché consente di prendere consapevolezza di quanto le nostre decisioni, per quanto piccole, possano davvero fare la differenza – nel bene o nel male.

Dove e come: il turismo lento in Italia

L’Italia è il luogo ideale per praticare il turismo lento.

Ricchissima di culture, paesaggi e tradizioni, i suoi innumerevoli borghi storici, i parchi naturali, le culture tradizionali tramandate di generazione in generazione non aspettano altro che di essere scoperti.

La Compagnia dei Cammini propone percorsi e sentieri che attraversano le zone meno turistiche, ancora autentiche, delle regioni italiane, e organizza viaggi a piedi in Italia e all’estero.

Grazie al Ministero della Cultura, è oggi disponibile un Atlante dei Cammini d’Italia.

Per chi, invece, volesse usare mezzi alternativi, in Italia sono a disposizione 6.000 km di ciclovie turistiche e diversi tratti ferroviari panoramici, fuori dalle rotte dell’alta velocità.

A piedi, in treno o in bicicletta, esplorare l’Italia interna – assaporando i suoi cibi antichi, ascoltandone i dialetti – potrebbe rivelarsi un’avventura sorprendente.

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