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Le donne, una risorsa preziosa per una società sostenibile

Partiamo dai fatti. Lo sviluppo sostenibile di una società consiste nel raggiungimento della sostenibilità economica, ambientale e sociale.
Le donne costituiscono tra il 49 e il 51% della popolazione umana.

Cosa lega queste due nozioni? Ce lo spiega l’Agenda 2030: il quinto obiettivo, infatti, è interamente dedicato alla parità di genere e all’empowerment femminile. Anche se la relazione tra sostenibilità e uguaglianza tra donne e uomini può non apparire così immediata, in realtà – spiegano le Nazioni Unite – questa è essenziale.

Nella strada verso lo sviluppo sostenibile, una società che non tutela la metà della sua popolazione ha fallito in partenza.

17 Sustainable Development Goals stabiliti dalle Nazioni Unite

La situazione delle donne

Negli ultimi anni abbiamo visto molti progressi in direzione di un maggiore riconoscimento e diritti alle donne. In molti Paesi, le donne che ricoprono posizioni di leadership sono in aumento, cresce il livello di scolarizzazione, e diminuiscono i matrimoni e le gravidanze in giovanissima età. Tuttavia, una donna su cinque ha subìto almeno una violenza sessuale o fisica da parte del partner nell’ultimo anno. Inoltre, molti Stati sussistono ancora leggi discriminatorie nei confronti delle donne, che non beneficiano degli stessi diritti economici, civili, di autodeterminazione degli uomini.

La pandemia ha reso ancora più evidenti sia l’importanza sia la vulnerabilità delle donne: esse svolgono ruoli essenziali nella società, nonostante non siano sempre riconosciuti come lavori né tantomeno retribuiti. I lockdown nazionali hanno avuto un impatto sproporzionato sulle donne, che per far fronte ai lavori domestici e di cura hanno spesso dovuto rinunciare all’indipendenza economica.

Le donne portano con sé un enorme potenziale inespresso, che costituisce un’importante ricchezza per la società. Lavorare per la parità di genere nei diritti, nell’istruzione, in ambito lavorativo significa dare pieno riconoscimento a quel 50% di popolazione umana che viene costantemente costretto a ridimensionare le proprie ambizioni, non trovando le condizioni per esprimere al meglio le proprie possibilità.

Assicurare alle donne un’istruzione adeguata, ad esempio, le rende più indipendenti non solo dal punto di vista del lavoro, ma anche nella vita privata.

Più una donna è istruita, più è probabile che riesca a prendere decisioni autonome e libere sulla propria sessualità e sulla maternità.

Ad oggi, sono 46 i Paesi dove le donne detengono più del 30% dei seggi in almeno una Camera. A livello globale, tuttavia, la rappresentanza femminile non supera il 23%.

Nonostante la metà della popolazione mondiale sia di sesso femminile, ancora oggi le donne sono trattate come una minoranza, e spesso non hanno la possibilità di far valere i propri diritti.

Female leaders around the globe, from left: Taiwan’s president, Tsai Ing-wen; New Zealand’s prime minister, Jacinda Ardern; the German ex-chancellor, Angela Merkel; Denmark’s prime minister, Mette Frederiksen; and Sanna Marin, the Finnish prime minister . Composite: Reuters/Getty/Rex

Empowerment femminile

La crescente attenzione istituzionale al tema dell’uguaglianza è un buon segnale.
Per realizzare target individuati dall’Agenda 2030, bisogna innescare innanzitutto un cambiamento di mentalità: l’educazione è fondamentale, ma anche l’impegno individuale conta.

“L’istruzione e il conferimento di poteri alle donne nel mondo non possono che condurre a una vita più altruista, tollerante, giusta e pacifica per tutti” 

Aung San Suu Kyi

Il Goal 5 è essenziale, e il tema della parità attraversa tutta l’Agenda 2030. Dare più spazio alle donne, far sì che raggiungano posizioni apicali nella politica e nell’economia, può essere il primo passo di una vera rivoluzione. Come tante pensatrici hanno sottolineato, le donne possono farsi portatrici di una visione alternativa a quella dominante, strettamente legata a un punto di vista unicamente maschile, su questioni centrali come l’economia, l’ambiente, le relazioni sociali.

Sostenere le donne nella loro lotta per la parità non è solo un esercizio di civiltà. Un maggior numero di donne in posizioni decisionali è un vantaggio per l’intera società. L’Agenda 2030 punta nella direzione giusta: ora, la vera sfida è abbattere i pregiudizi che circondano l’universo femminile, e che a volte sono alimentati dalle donne stesse. Solidarietà e fiducia, questi sono i principi cardine.

E poi rispetto, perché prima di essere donne e uomini siamo esseri umani, e nessuna differenza può oscurare questa fondamentale uguaglianza.

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