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La sostenibilità ai tempi dei social media. Intervista a Alan Cappelli Goetz

La sostenibilità non è un trend, è uno stile di vita che va adottato ma anche comunicato in maniera autentica.

In un momento di transizione in cui la digitalizzazione sta trasformando le nostre vite e le nostre abitudini, è importante individuare nuovi canali e strategie di comunicazione efficaci per sensibilizzare le persone sul tema della sostenibilità.

Chi è Alan Cappelli Goetz?

Alan Cappelli Goetz, attore di origine belga e italiano di adozione, è uno dei volti più noti nel panorama cinematografico italiano. La sua presenza sugli schermi tuttavia non finisce qui.

In questa intervista, Alan ci racconta il suo impegno come divulgatore di sostenibilità sui social media, in cui condivide e promuove uno stile di vita sostenibile anche attraverso importanti collaborazioni.

Un volto di riferimento per i registi ma anche per tanti giovani, che passano sempre più tempo ad informarsi su Social Media come Instagram, incentivando divulgatori come Alan a creare dei contenuti di valore.

Oggi sei qui in veste di divulgatore di sostenibilità, ma sei diventato famoso come attore. Com’è iniziata la tua storia?

Sono cresciuto a Rimini e ho frequentato un indirizzo sperimentale in cui studiavo anche arte, musica, cinema. Dopo il liceo mi sono trasferito a Roma dove ho frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia, dove ho cominciato a studiare per diventare un attore. Nel 2009 sono stato scoperto dal regista Muccino, che mi ha voluto nel suo spot della Tim sviluppato su più puntate e molto recitato. Sono quindi entrato subito nel panorama televisivo ricoprendo ruoli importanti..

Come ti sei avvicinato al mondo della sostenibilità?

Per assurdo, la gavetta non l’ho fatta a inizio carriera ma successivamente, quando tra i 25 anni e i 27 anni mi sono trovato a lavorare meno e ad avere più tempo per me stesso.

Ho approfittato di questa opportunità per coltivare altre passioni tra cui quella della sostenibilità. Mi sono trasferito in una casa con un grande terrazzo, e mi sono avvicinato al mondo delle piante perché inizialmente dovevo arredare il balcone. La natura si è presentata alla mia porta e io l’ho accolta, mettendo in pausa il mondo dello spettacolo.

Ho iniziato ad imparare ed apprezzare i ritmi della natura, la sua magia e il suo mistero. Ho realizzato quanto fosse importante rispettarla e restituire l’amore che il nostro pianeta ci dona ogni giorno.

Alan Cappelli Goetz

Dopo aver guardato diversi documentari, sono diventato anche vegano. Non essere sul set è stata una grande fortuna per potere dedicare più tempo e riscoprire le mie passioni come quella della sostenibilità.

Come vedi il futuro della comunicazione sostenibile?

Qualsiasi azienda che non andrà in questa direzione sarà fuori dai giochi.

È importante distinguere chi fa sostenibilità da chi fa greenwashing, e ritengo che sia necessario premiare e promuovere anche i primi passi.

È impensabile in un sistema complesso come il nostro attuare un cambiamento radicale, anche se sarebbe necessario. Oggi non c’è un problema di riscaldamento globale, c’è una vera e propria emergenza climatica che dovrebbe essere trattata come tale. È fondamentale accelerare le pratiche per uno sviluppo sostenibile, ma credo sia doveroso riconoscere anche le aziende che si stanno muovendo a piccoli passi.

Chi parte da una semplice capsule collection sta comunque contribuendo al cambiamento del sistema, della produzione e delle abitudini del consumatore.

Il mercato ha un ruolo importante nell’implementare pratiche di sostenibilità nei processi produttivi, e può influenzare il consumatore, indirizzandolo verso nuovi prodotti.

Come divulgatore di sostenibilità, cosa fai per promuovere l’argomento e sensibilizzare i tuoi followers?

Nel mio caso la Pandemia è stata portatrice di grande fortuna, infatti mi ha dato il coraggio di iniziare un format su Instagram che ho chiamato “Alanalisi”, in cui analizzavo personalmente certe tematiche legate alla sostenibilità.

Ho cominciato con un video provocatorio sul movimento “Fridays for Future”, seguito da approfondimenti sulla plastica e su altri argomenti importanti. Poco dopo, il mio amico Marco Cartasegna ha lanciato Torcha: una piattaforma per combattere le Fake News e promuovere la buona informazione dei Millennials e della Gen Z sui Social Media, nominandomi responsabile della rubrica dedicata ad ambiente e sostenibilità.

Al momento quindi realizzo video di approfondimento e analisi su Torcha; sul mio profilo invece continuo a ricordare alle persone l’importanza del benessere animale, della natura e di una nutrizione sostenibile tramite stories e contenuti molto spontanei. Ho avviato anche una collaborazione con Franco Berrino, illuminato italiano e fondatore de “La Grande Via”: un’associazione finalizzata a stimolare la ricerca di una consapevolezza che porta al benessere tramite il contatto con la natura, la meditazione e una serie di esperienze outdoor..

Sostenibilità significa anche valorizzazione del territorio. Hai da poco annunciato una collaborazione con il WWF e una serie di attività per riscoprire il patrimonio culturale e ambientale Italiano. Di cosa si tratta?

A fine maggio andrò all’ Oasi WWF di Policoro a rilasciare le tartarughe che sono state salvate dai volontari. Oltre ad assistere alla schiusa delle uova, visiterò questi luoghi meravigliosi che meritano di essere visitati e supportati per riscoprire la natura incontaminata che il nostro Paese è in grado di offrire.

Il contatto con la natura che è anche il primo passo per rispettarla, per amarla, per trovare quella forza di adottare uno stile di vita più consapevole e responsabile, più sostenibile.

Spesso per realizzarlo c’è bisogno di essere immersi nella natura, uscendo dall’ambiente urbano più caotico. Poi ci saranno tanti altri appuntamenti durante l’anno, tra cui gli episodi di “Get Out”: una serie che ho pensato proprio per il mio canale Instagram, una sorta di viaggio nella bellezza della natura e della storia del nostro Paese. È importante rilanciare il turismo italiano: abbiamo tantissimi luoghi, borghi e città da visitare con paesaggi mozzafiato. Io cerco di portare la natura nel digitale per sensibilizzare la community e valorizzare il territorio che ci circonda.

Per divulgare la sostenibilità bisogna fare una scelta di vita, cambiando alcune abitudini. Quali sono i primi step da compiere nella vita di tutti i giorni?

Secondo me la cosa più semplice è partire da ciò di cui non possiamo fare a meno, l’alimentazione.

Trovo assurdo che non ci sia una materia a scuola per educare i più giovani su questa tematica, fondamentale per l’ambiente ma anche per la nostra salute..

Noi abbiamo la fortuna di vivere in un Paese in cui il cibo ha una componente culturale molto forte. È importante abituarsi a sapori nuovi, più sostenibili ma altrettanto gustosi. Quando si consuma bisogna controllare l’origine le a provenienza dei prodotti da acquistare, così come l’integrità della filiera.

È importante comunicare i problemi legati al consumo di determinati alimenti, invitando le persone a prestare più attenzione. Ritengo sia giusto che alcune categorie di prodotti di alta qualità costino di più..

L’obiettivo di tutti è nutrirsi bene e rimanere in salute, riducendo l’impatto ambientale e consumando prodotti controllati, anche se di origine animale..

Un ciclo naturale delle cose, fare scelte in cui portafoglio e gusto non sono gli unici requisiti nella scelta dei prodotti. Il consumo degli alimenti è infatti responsabile del 30% delle emissioni. Anche lo spreco alimentare è un’abitudine da combattere attraverso una maggiore attenzione e sensibilizzazione. Riguardo alla moda, ora c’è la possibilità di ridurre il proprio impatto ambientale affidandosi a determinati brand che producono più responsabilmente..

È anche una questione di filosofia, “less is more” è il nuovo paradigma da seguire.

Oltre ad evitare di comprare il superfluo, è importante anche dare una seconda vita ai vestiti usati riparandoli, rivendendoli o noleggiandoli..
Sostenibilità significa anche vivere ricordandosi che tutto quello che si tocca e si consuma ha comunque un costo, un impatto, non è gratuito. Non è semplice, ma ci sono sempre più possibilità, prodotti e modelli di business innovativi e sostenibili..

Quando si conosce il vero costo delle cose, le si rispettano molto di più. La gratitudine aiuta a raggiungere la serenità, avvicinarsi al rispetto delle cose e della vita. Quanto più siamo grati quando consumiamo responsabilmente, meglio stiamo. Avere tanto, facilmente e a basso costo significa una svalutare la vita e tutto il sistema..

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