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Gli insetti, soluzione o minaccia per il nostro futuro?

Come faremo a nutrire il nostro pianeta nel 2050?

Una delle sfide più importanti del nostro tempo è la limitatezza delle risorse naturali. Una sfida che richiede una rivoluzione sotto diversi aspetti, come indicano le sei trasformazioni necessarie per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Per quanto concerne la trasformazione numero quattro, l’obiettivo sarà infatti riuscire a produrre una quantità di generi alimentari necessaria a sfamare oltre 9 miliardi di persone che popoleranno la Terra nel 2050, destinate a crescere esponenzialmente negli anni successivi.

Created by Tony Futura

Già diverse soluzioni stanno facendo fronte a questa necessità sempre più imminente.

Il consumo di insetti potrebbe essere una valida fonte di proteine, sia per l’alimentazione animale che per l’alimentazione umana.

Secondo la FAO, oltre 2 miliardi di persone consumano già regolarmente insetti edibili, considerati come parte integrante delle abitudini culinarie e culturali di paesi quali Sud America, Asia ed Africa. 

Anche Giappone, Australia e Stati Uniti negli ultimi anni  hanno scelto di diffondere il consumo di insetti: sul mercato sono disponibili prodotti di consumo comune, come pasta, barrette energetiche e snack a base di farine di insetto.

Nel gennaio 2021, e più recentemente nel febbraio 2022, la Commissione Europea ha autorizzato la commercializzazione delle seguenti specie di insetti:

  • Tenebrio molitor (tarme della farina). Le larve di Tenebrio molitor sono il primo novel food a base di insetti autorizzato in UE. Essiccate, congelate ed in polvere (reg. UE 2021/882, reg. UE 2022/169);
  • Locusta migratoria. Preparati congelati ed essiccati a base di locusta migratoria sono stati autorizzati come novel food con reg. UE 2021/1975;
  • Acheta domesticus (grillo domestico). Grilli domestici interi e macinati, congelati ed essiccati, autorizzati con reg. UE 2022/188
  • Notizia di questi giorni, 20 ottobre 2022, riguarda l’approvazione da parte dell’UE della specie Alphitobius diaperinus nella forma congelata e liofilizzata.

L’utilizzo alimentare umano è permesso ai sensi del regolamento UE sui cosiddetti Novel Food, che riguarda i prodotti o le sostanze alimentari per i quali nell’Unione Europea non è dimostrabile un consumo “significativo” fino al 15 maggio 1997. L’autorizzazione si fonda sulla valutazione scientifica della sicurezza alimentare del candidato novel food da parte di EFSA (European Food Safety Authority) con sede a Parma. 

Oltre agli aspetti normativi, offriamo ora una panoramica dei benefici ma anche delle problematiche che coinvolgono il tema. 

Snack Fucibo al gusto pizza e formaggio, contenenti il 10%, di Tenebrio molitor, essiccate e polverizzate.

Come vengono allevati gli insetti?

Fig. 1 Processo di produzione di alimenti e mangimi derivati da insetti commestibili.

Si tratta di un processo che prevede al momento un’alta necessità di lavoro manuale, pertanto la produzione di massa di proteine d’insetti è costosa in Europa, il prezzo di vendita è infatti paragonabile a quello della carne. Al fine di rendere questa produzione più competitiva è necessario sviluppare tecniche di allevamento, raccolta, lavorazione post-raccolta che includano sicurezza e monitoraggio della qualità.

Oltretutto, gli insetti devono essere selezionati per dimensione, comportamento sociale, sicurezza, tendenze epidemiche, potenziale riproduttivo e di sopravvivenza, benefici nutrizionali, di conservazione e commerciabilità per ottenere una resa massima di carne e/o proteine.
Sono quindi necessari studi più approfonditi in materia da parte di esperti. 

In Italia, si allevano già insetti a scopo alimentare, è il caso di Alia Insect Farm, una start up innovativa nata nel 2020, il cui obiettivo è superare la diffidenza iniziale delle persone legata ad aspetti culturali ed estetici per apprezzare tutti i benefici nutrizionali ed ambientali. 

Alia Insect Farm è uno dei membri di Ipiff, un’associazione no-profit che rappresenta i produttori di insetti per scopo alimentare e mangimistico. 

Tagliatelle di polvere di acheta (di grillo) di Alias Insect Farm

Qual è l’impatto ambientale nel consumo di insetti?

L’impatto ambientale degli insetti è ridotto rispetto a quello degli animali da allevamento; essi hanno infatti un’alta efficienza di conversione del mangime. Per produrre 1 kg di carne invece sono necessari 7,7 kg di mangime per il manzo, 3,6 kg per il maiale, 2,2 kg per il pollo e 1,7 kg per la carne di grillo (Rumpold, Schlüter,2012).

Gli insetti inoltre sono animali a sangue freddo, e quindi in grado di ricavare umidità dall’alimento, senza richiedere necessariamente acqua potabile; questo riduce la loro impronta idrica.
Vengono definiti animali “environmentally friendly” poichè producono basse emissioni gas serra (Tab. 1 Produzione media di gas serra per Kg di massa corporea per 3 insetti commestibili, maiali e bovini) e richiedono spazi di allevamento minimi. I rifiuti derivati dalla produzione di insetti, sono una fonte preziosa di fertilizzante organico che può essere utilizzato nella produzione di colture, creando così un’economia circolare virtuosa.

Tabella 1

Ma gli insetti fanno bene al nostro organismo?

Numerosi studi scientifici dimostrano che gli insetti sono una buona fonte di proteine, grassi, energia, vitamine e minerali (ad esempio potassio, calcio, ferro e magnesio).

Alcune specie sono molto ricche di aminoacidi essenziali, come la fenilalanina e la metionina, essenziali poiché il nostro organismo non riesce a sintetizzarli, per cui devono essere integrati con la dieta. Tuttavia, l’alto valore nutrizionale degli insetti è fortemente correlato alla composizione della dieta alimentare, pertanto è importante approfondire la questione  per ottimizzare la resa e minimizzare i costi.

Particolare attenzione dev’essere ad alcune specie di insetti: molte specie possono infatti sviluppare delle reazioni allergiche, mentre altre non sono addirittura commestibili. In questo articolo abbiamo affrontato solo un rapido excursus dei principali aspetti che coinvolgono il possibile consumo di insetti edibili come fonte sostenibile di proteine sia per l’alimentazione umana che animale.

Questo tema è oggetto di studi e dibattiti a livello nazionale ed internazionale, pertanto non è escluso che torneremo presto a parlare di insetti, con la speranza che nel mentre gli esperti possano investigare ulteriormente i benefici del consumo ed i vantaggi per l’ambiente.

E voi, sareste pronti a superare il “fattore disgusto” dettato dalle nostre esperienze sociali e culturali?

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