Ambiente

Etichettatura Ambientale: tra Sfide e Novità

Il 30° dicembre 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 228 che prevede la sospensione dell’obbligo di Etichettatura Ambientale per tutti gli imballaggi in Italia fino al 30 giugno 2022, prevista con entrata in vigore il 1° gennaio dello stesso anno dal Decreto Legislativo 116/2020

L’Etichettatura Ambientale è l’indicazione dettagliata delle informazioni necessarie ad agevolare la raccolta differenziata e il recupero degli imballaggi di tutti i prodotti alimentari immessi sul mercato

Si parlava di Etichettatura Ambientale già nel 1997, quando la Commissione Europea istituì con la Decisione 129/97/CE il primo sistema di codifica dei materiali utilizzati per produrre gli imballaggi che, sebbene sotto forma volontaria, fu adottato da buona parte delle imprese. 

Successivamente, nel 2018, entrarono in vigore le quattro Direttive Europee del “pacchetto di economia circolare”:

Tra gli obiettivi previsti, il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035), oltre alla riduzione dello smaltimento in discarica (fino ad un massimo del 10% entro il 2035). 

Gli obiettivi comunitari relativi ai rifiuti sono stati attuati e recepiti all’interno del nostro ordinamento giuridico attraverso il Decreto Legislativo 116/2020 con l’obbligo dell’Etichettatura Ambientale. 

Come cambieranno le etichette ambientali?

Indicazione ambientale riportata sull’imballo di un prodotto alimentare

È fondamentale infatti che su tutti gli imballaggi destinati al consumatore siano riportate le diciture per supportarlo nella raccolta differenziata. Di seguito un esempio delle indicazioni ambientali che ci abitueremo a consultare. 

Vediamo però nel dettaglio quali sono le informazioni in tema:

  1. La codifica identificativa del materiale di imballaggio secondo la Decisione 129/97/CE;
  2. Le indicazioni sulla raccolta. Non esiste una regola standard sulla formula da adottare per indicare il tipo di raccolta. Ad esempio, se si considera un imballaggio in carta potrà essere indicato “Raccolta Carta” o semplicemente “Carta. Raccolta differenziata”.
    È bene ricordare che la raccolta differenziata è gestita localmente dai Comuni, pertanto le indicazioni potrebbero variare da Comune a Comune. A tal proposito è utile inserire una formula del tipo: “Raccolta differenziata. Verifica le disposizioni del tuo comune”.
  3. Eventuali informazioni riguardo la tipologia di imballaggio che possano supportare il consumatore in una raccolta differenziata di qualità.

La questione in apparenza può sembrare semplice, ma in realtà è molto complessa, come d’altronde tutte le norme applicate in ambito alimentare.
È innanzitutto necessario distinguere il circuito di destinazione degli imballaggi: B2B (business to business) o B2C (business to consumer), per i quali la struttura dei contenuti minimi dell’Etichettatura Ambientale si differenzia. Inoltre, l’imballo può essere monocomponente o multicomponente; quest’ultimo è distinguibile in componenti non separabili manualmente da componenti che lo sono.

CONAI e Linee Guida per l’Etichettatura Ambientale

La nuova norma ha lasciato spazio a molti dubbi interpretativi, per tale motivo CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), in collaborazione con l’Istituto Italiano Imballaggio, ha promosso un tavolo di lavoro coinvolgendo UNI (ente nazionale italiano di unificazione), Confindustria e Federdistribuzione, al fine di fornire una chiave di lettura condivisa, elaborata all’interno delle Linee Guida per l’Etichettatura Ambientale, pubblicato il 16 dicembre 2020. 

Oltretutto CONAI ha reso operativo uno strumento online, E-tichetta, per poter visualizzare le informazioni da inserire nelle etichette dei propri imballaggi, aiutando le imprese nella ridefinizione delle etichette. 

Al fine di evitare inutili sprechi, fino al 31 dicembre 2021 le imprese potevano utilizzare le scorte  in magazzino (acquistati entro il 31/12/2021) fino ad esaurimento, mentre con la proroga il termine per l’esaurimento delle scorte degli imballaggi non conformi è stato posticipato al 1 luglio 2022. 

L’Etichettatura Ambientale è la soluzione?

A quanti di noi di noi capita di non sapere come smaltire correttamente gli imballaggi? 
In questo senso l’Etichettatura Ambientale è un ottima soluzione per dare consapovolezza al consumatore di come smaltire i rifiuti. Inoltre le imprese, non avendo limiti di design o dimensioni prefissate, possono dare libero sfogo ad idee e/o immagini facilmente comprensibili a tutti. 

Tuttavia, quello che non si considera, è la grande quantità di imballi “non-conformi” che dovranno essere smaltiti quest’anno con l’adempimento del Decreto. Fino a pochi giorni fa, esso sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° gennaio di quest’anno, motivo per cui moltissime imprese hanno già adottato l’Etichettatura Ambientale. 

Infine, la norma che ha introdotto l’obbligo di Etichettatura Ambientale si riferisce esclusivamente agli imballaggi immessi nel territorio italiano; non sono soggetti a tale adempimento pertanto gli imballaggi esportati all’estero.

Sarebbe forse stato utile uniformare tale legge almeno a livello Europeo? In che modo possiamo tutelare le nostre imprese e i nostri consumatori, oltre al pianeta?



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